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Cristiani Indiani

I cristiani di San Tommaso nel confronto di civiltà del XVI secolo

Battaglia Gino

Editore: Urbaniana University Press Collana: Varia
pp. 232 ISBN: 978-88-401-4022-3
ed. 2007
Formati: 17x24
Prezzo: € 24,00
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Nel 1498 Vasco da Gama, dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza, approdò a Kappad, nei pressi di Calicut, sulla costa sud occidentale della penisola indiana (il Malabar). Da allora ebbe inizio la penetrazione portoghese in India e gli europei entrarono così in contatto con un tessuto sociale, culturale e religioso caratterizzato dalla coabitazione di tradizioni e gruppi etnico-religiosi diversi. A quel mondo religioso indiano appartenevano anche i Cristiani di San Tommaso, una comunità le cui radici cristiane risalivano all’antica tradizione assiro-caldea, presente in India da oltre mille anni e stabilmente inserita nella società del tempo. Dal confronto fra due cristianità e due civiltà fino a quel momento così distanti, emersero presto istanze e problemi che saranno ricorrenti in molti altri momenti della storia della missione. Gli occidentali si rivolsero alla cristianità indiana con l’intento di emendarla dagli “errori” provocati da un pronunciato meticciato culturale tanto che la Comunità di San Tommaso fu forzatamente “ri-convertita”. L’atto finale fu il sinodo di Diamper (Udayamperur), celebrato alla fine del secolo XVI e oggetto di ampia discussione tra storici e canonisti circa la sua legittimità, attraverso il quale i missionari europei portarono a termine la latinizzazione forzata di questa antica cristianità. Le lacerazioni seguite a questa operazione solo in tempi recenti sono state avviate a ricomposizione. Il libro ricostruisce quindi l’intera vicenda storica: ne esplora i molteplici risvolti, lasciando emergere tutta la complessità dell’opera missionaria svoltasi in un’epoca nella quale il confronto tra civiltà.