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Il “corpo ebreo” nel post Shoah. Memoria, estetiche, sguardo (e nuove stereotipie dell’immagine)

Massimiliano Spanu

Editore: EUT Edizioni Università di Trieste
pp. 141 ISBN: 9788883039942
ed. 2018 eISBN: 9788883039959
Formati: Stampa, eBook
Prezzo: € 12,00
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Il jew’s body è un luogo d’immaginari riproposti e intrecciati in diverse produzioni testuali, scritte e orali: quelle audiovisive e cinematografiche, fotografiche, videoartistiche e digitali inerenti a testimonianze e narrazioni sulla Shoah, il suo popolo, la storia, la cultura e la nazione ebraica. Jew’s body è oggetto dello sguardo orientato alle più infami stereotipizzazioni razziste e alle propagande falsificanti più feroci, al fine ultimo della distruzione d’un popolo intero. Per jew’s body, soprattutto in audiovisivo, s’intende l’archivio, la textura e la vulgata, il dato storico squassante, il ricordo impossibile e in absentia: è ebrea la vittima di uno sguardo che ne ha cercato la rimozione bio-politica. Ma il jew’s body è anche il vettore essenziale dell’affermazione di un sentimento di rinascita nazionale e transnazionale, che lo accomuna (o così dovrebbe fare) a quello delle minoranze avversate in ogni tempo e luogo in Terra. Il corpo ebreo è la questione vivissima dell’inaggirabile, inconcepibile vicenda della Shoah, dopo la quale è doveroso, se non necessario, soprattutto al cinema, misurarsi nel cimento della veridizione, della ricerca inestinguibile della Verità.