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Il governo rappresentativo

Cultura politica, sfera pubblica e diritto costituzionale nell’Italia del XIX secolo

Giuseppe Mecca

Editore: eum edizioni università di Macerata Collana: Biblioteca del Giornale di Storia costituzionale
pp. 240 ISBN: 978-88-6056-623-2
ed. 2019
Formati: 14x21
Prezzo: € 16,00
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La storia del governo rappresentativo è la narrazione di una strategia comunicativa e di come questo concetto sia il prodotto dell’autoaffermazione delle élite liberali italiane. Nell’Ottocento lo sviluppo del governo costituzionale era strettamente connesso alla nascita di una sfera pubblica che cominciò a conoscere e discutere apertamente – specie dagli anni ’40 e in alcuni Stati – temi e questioni di interesse generale. Non ancora insidiata da altri mezzi di comunicazione, la stampa rispondeva, negli Stati liberali, a quel bisogno generale di informazione, divenendo strumento di propaganda di valori, identità e appartenenze, e di canale per la formazione di opinioni. Il tema della ‘comunicazione’ è dunque essenziale ai fini di questa indagine: l’opinione pubblica interagiva con un nuovo flusso di informazioni politiche e costituzionali e i giornali ebbero probabilmente più influenza dei “partiti” e delle associazioni politiche. Il concetto storico di governo rappresentativo è uno “spazio” aperto alla dimensione dinamica della circolazione di idee, saperi, norme e pratiche. Assumere come oggetto d’osservazione la categoria del governo rappresentativo, accompagnata dalla sua complessa e ambigua rete concettuale, ha significato entrare nell’officina della prassi costituzionale italiana, ripercorrere le idee che hanno portato alla sua formazione e cogliere il consolidamento della prima dottrina costituzionale.