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Pensare la parola

Per una filosofia dell'incontro

Mura Gaspare

Editore: Urbaniana University Press Collana: Percorsi Culturali
pp. 322 ISBN: 978-88-401-8072-4
ed. 2001
Formati: 13x20
Prezzo: € 18,07
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I saggi di questo volume sono ispirati alle opere di Franz Rosenzweig, La stella della redenzione, e di Ferdinand Ebner, La parola e le realtà spirituali. I due pensatori sono accomunati dall'aver ritrovato, per vie diverse, in una personalissima meditazione sul senso e il valore del linguaggio, la radice più antica e profonda della filosofia occidentale: quella della "parola". In un contesto di consapevolezza della “crisi” della filosofia e delle scienze del XX secolo, la meditazione sulla “parola” viene offerta come una tradizione di pensiero che deve essere recuperata, sia perché capace di fondare una autentica filosofia del dialogo e dell’incontro, sia perché in grado di fecondare un “nuovo pensiero” con sorprendenti fioriture. Quasi in un percorso ipertestuale, e con l’offerta di molteplici prospettive, gli studi del volume intendono mostrare l’attualità di questo “pensiero della parola”: in relazione al significato della riscoperta del valore religioso della “parola poetica”; in rapporto alla declinazione retorica della parola nel “pensiero debole”; nella ricerca dei principi di una “ontologia della parola”; nella riflessione sul significato della riscoperta del “simbolo” nella cultura contemporanea, e del valore “iconico” della parola; nel confronto con le questioni relative alla parola come messaggio di verità negli odierni mezzi di comunicazione; con l’approfondimento infine delle dimensioni filosofiche dell’odierna “teologia narrativa”. Il “pensiero della parola” trova il suo fondamento ultimo nella “teologia della Parola”. La Parola di Dio, nella creazione, nella rivelazione, nella redenzione, è il vero orizzonte anche metafisico del linguaggio e della parola dell’uomo, riscoperti sia come apertura alla Verità, sia come struttura antropologica che manifesta l’essere essenzialmente dialogico dell’uomo, e la sua intenzionalità profonda all’incontro con l’altro e con l’Altro.