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Revelation as "Self-communication of God”

A Study of the Influence of Karl Barth and Karl Rahner on the Concept of Revelation in the Document of the Second Vatican Council

Saldanha Peter Paul

Editore: Urbaniana University Press Collana: Ricerche
pp. 472 ISBN: 978-88-401-8090-8
ed. 2005
Formati: 17x24
Prezzo: € 24,00
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Il Concilio Vaticano Secondo, nella Costituzione Dogmatica sulla Rivelazione Divina, Dei Verbum, parla di rivelazione e salvezza attraverso Cristo, la Parola fatta carne nello Spirito Santo. Usa espressioni personalistiche quali “Piacque a Dio,” “rivelare se stesso,” “per far conoscere il mistero” (DV 2), “offre una perenne testimonianza di Sè” (DV 3), Dio “parla,” “porta a compimento” (DV 4), e “per manifestare e comunicare se stesso e i decreti eterni” (DV 6). La Gaudium et spes (22, 45) addirittura espande l’orizzonte dell’insegnamento sulla rivelazione in relazione al mistero dell’esistenza umana e la Nostra aetate (1, 2) sottolinea “il senso profondamente religioso.” Perché il Vaticano II adotta il concetto di “auto-comunicazione di Dio” per esprimere la rivelazione? Da dove derivano i Padri Conciliari questo concetto o chi ha influenzato il loro pensiero a questo riguardo? La ricerca conduce a due grandi teologi del XX secolo: Karl Barth e Karl Rahner, le cui riflessioni sull’auto-comunicazione di Dio all’umanità hanno senza dubbio avuto un impatto decisivo sulle delibere conciliari riguardanti il concetto di rivelazione.