Luca Montecchi

I contadini a scuola

La scuola rurale in Italia dall'Unità alla caduta del fascismo

Quando, tra Otto e Novecento, le battagliere riviste magistrali lanciano la loro quotidiana campagna di denuncia dei mali del sistema scolastico italiano, esse coniano un'espressione paradigmatica per indicare la scuola rurale destinata ai giovani contadini: "La Cenerentola dell'istruzione". Come la protagonista della fiaba è nota per la sua remissività, per la sua mitezza ed è costretta a una vita modesta, così la scuola per i contadini langue tra enormi difficoltà nelle campagne e nelle zone di collina e di montagna della penisola e il suo modesto operato non attira l'attenzione del dibattito pubblico nazionale, né quella degli esperti di pedagogia. E sebbene le scuole rurali rappresentino, in molte comunità e centri abitati, l'unico luogo di cultura e di formazione, è pur vero che la qualità dell'insegnamento impartito sia di bassissimo livello, magari capace di dare una risposta, ancorché modesta, all'analfabetismo e alla necessità di integrare le masse contadine nella vita dello Stato, ma di certo inadatto a favorire la crescita morale, civile e intellettuale dei contadini. Un problema, quest'ultimo, che percorre senza soluzioni di continuità tutta la storia d'Italia, dall'Unità al periodo liberale, dal fascismo fino al secondo dopoguerra, e che si intreccia inevitabilmente con questioni politiche ed economiche. Tali considerazioni sono al centro di questo libro, frutto di una articolata ricerca condotta in numerosi archivi e biblioteche italiane. La ricerca si focalizza, inoltre, sulla rinnovata attenzione verso la scuola rurale da parte del mondo accademico negli anni dominati dell'idealismo pedagogico. Grazie alla rivalutazione della scuola rurale fatta da Giuseppe Lombardo Radice e al peso del suo magistero, alcune esperienze scolastiche sorte in campagna acquisirono un rilievo nazionale, tanto da assumere i contorni di vere e proprie scuole modello e addirittura di "miti pedagogici", studiati, propagandati, celebrati. Per la scuola rurale, da sempre bistratta, fu la sua "forma di riscatto".