Gianni Paramithiotti, Andrea Zatti

Il bilancio dell'Unione Europea: origini, principi ed elementi costitutivi

Il bilancio dell’Unione europea rappresenta una componente essenziale del sistema economico-istituzionale europeo ed acquisisce rilevanza ed interesse analitico sia sotto il profilo giuridico formale che economico gestionale. Sotto il primo profilo è l’atto che autorizza ogni anno il finanziamento delle attività e degli interventi comunitari: attraverso l’approvazione del bilancio di previsione il Parlamento europeo ed il Consiglio autorizzano la Commissione europea ad effettuare le spese ed a reperire le risorse necessarie per la loro copertura. Inoltre, con lo “scarico” finale essi attribuiscono un avvallo ex-post al suo operato, sancendone la correttezza formale. Sotto il secondo profilo, la composizione quali-quantitativa del bilancio comunitario è legata alla realizzazione degli obiettivi fondamentali e delle priorità politiche-economiche dell’Unione. Esso diventa così uno strumento operativo atto a supportare ed accompagnare, attraverso le politiche dirette di spesa, i passaggi del processo evolutivo del sistema soprannazionale. Il bilancio possiede anche un’innegabile valenza di natura politica: esso non solo si è evoluto parallelamente al processo di integrazione, costituendone un indicatore del grado di approfondimento e dello stato di salute, ma ha anche rappresentato un campo di negoziazione e confronto fra i paesi membri della Ue e tra le sue principali istituzioni. La determinazione del volume complessivo di risorse ad esso destinabili ha dovuto confrontarsi sia con la necessità di trovare una giusta ripartizione tra Stati dei benefici derivanti dall’appartenenza all’Unione, sia con la tensione fra la spinta ad attribuire maggiori responsabilità e risorse finanziarie al governo europeo, sostenuta dal Parlamento e in misura minore dalla Commissione, e l’ostilità a ciò manifestata dal Consiglio. Al di là della consistenza effettiva delle finanze comunitarie, appare quindi condivisibile l’idea di chi ritiene (Baldwin, Wyplosz, 2005) che sia “necessario conoscere qualcosa del bilancio per capire bene la Ue”. Il libro illustra la struttura del bilancio europeo sia dal punto di vista delle uscite che delle entrate. Per le uscite, dopo il richiamo alla teoria del federalismo fiscale, utile per individuare le giustificazioni all’intervento del livello di governo soprannazionale, e quello al particolare processo storico alla base della sua nascita e sviluppo nel contesto europeo, sono considerati i principi fondamentali, con la distinzione fra spese obbligatorie e non obbligatorie, e le procedure per la sua formulazione. Di seguito ne viene descritta la dimensione quantitativa e la composizione delle spese, con un’ampia analisi delle principali politiche di spesa e delle loro recenti riforme. Completa il lato delle uscite l’analisi ed il confronto delle Prospettive finanziarie 2007-2013 e del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Anche il lato delle entrate è analizzato dapprima sotto il profilo dell’evoluzione storica con cenni anche agli squilibri di bilancio ed alle correzioni britanniche, in seguito sono considerate le risorse proprie con uno sguardo alle proposte avanzate riguardo le loro possibili evoluzioni future.