D'Auria Andrea

Inganno, frode, deliberazione

Il dolo nell'attuale Codice di Diritto Canonico

Andrea D’Auria è sacerdote della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, di cui è anche Procuratore Generale. Già decano della Facoltà di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Urbaniana, è attualmente professore ordinario presso la medesima Università e professore invitato presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia nelle sezioni di Roma e Washington, nonché presso il Pontificio Istituto Teologico Internazionale di Trumau (Austria). È giudice esterno presso il Tribunale d’Appello del Vicariato di Roma e consultore della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Tra i suoi scritti per l’UUP: "Il timore grave nell’attuale legislazione canonica" (2003); "Liberta del fedele e scelta della vocazione" (2012); con V. De Paolis è autore de "Le Norme generali. Commento al Codice di Diritto canonico" (2014).

Il tema trattato è la problematica del dolo, spesso trascurata ma particolarmente importante per l’ordinamento canonico. L’attuale codificazione canonica comprende diverse accezioni del termine “dolus”: può essere usato quale sinonimo di vizio del consenso nella realizzazione dell’atto giuridico, quale criterio di imputabilità soggettiva nella commissione di un delitto o anche di un semplice atto giuridico illecito o quale sinonimo di frode. L’ultimo capitolo è dedicato al dolo nel matrimonio. La legislazione sul dolo mette in evidenza una nota peculiare dell’ordinamento canonico, sia per il suo riferimento al diritto naturale sia per il rispetto della volontà e quindi della dignità della persona. L’apparato critico è abbondante e puntuale e dà ampiamente conto delle fonti del diritto romano, del Decreto di Graziano, delle Decretali e degli autori più noti della letteratura canonistica.