Romano Gatto  

Storia di una anomalia

Le facoltà di Scienze dell’Università di Napoli tra l’Unità d’Italia e la Riforma Gentile 1860-1923

L’Università di Napoli, unica in Italia, nei 63 anni che intercorsero tra il 1860 e il 1923, ebbe due Facoltà di Scienze, distinte fra Scienze Matematiche e Scienze Naturali fisiche e chimiche. La storia di quel periodo fu storia di costruzione e di resistenza: costruzione di istituzioni scientifiche che poco o niente ereditavano dell’Università borbonica; resistenze nei confronti della legge Casati del 1859 che si intendeva estendere all’Università di Napoli senza tenere conto della tradizionale organizzazione scolastica (altra “anomalia”) esistente da secoli in quella città. La riforma Gentile del 1923, riunendo le due facoltà di Scienze e omologando l’Università di Napoli al resto delle Università d’Italia, mise fine a questa “anomalia”. Insieme alle vicende relative alla nascita e allo sviluppo delle due Facoltà di Scienze fino alla formazione dell’unica facoltà nel 1923 si è inteso ricostruire, essenzialmente attraverso un’analisi dei programmi e dei testi adoperati, gli aspetti più significativi delle attività d’insegnamento delle singole discipline, nonché la formazione e l’accrescimento dei gabinetti e dei musei scientifici. Il volume è completato da una “Appendice” contenente gli elenchi dei ministri e dei segretari generali (poi sottosegretari) del Ministero della Pubblica Istruzione, quello dei rettori e dei presidi delle due Facoltà di Scienze del periodo considerato; la successione del personale docente e dei collaboratori (professori ordinari, straordinari, incaricati, assistenti, coadiutori) per i vari insegnamenti e per gli istituti scientifici (gabinetti, musei); le biografie essenziali dei professori ordinari.