Mario Midali

Teologia pratica

Vol. 3: Verso una effettiva reciprocità tra uomini e donne nella società e nella Chiesa

Oggi, nella società e nella cultura, nel mondo del lavoro e del tempo libero, uomini e donne vivono e operano sempre più fianco a fianco e in crescenti rapporti di uguaglianza nella differenza. Un fenomeno analogo emerge nei vari ambienti ecclesiali, dove cristiani e cristiane collaborano in tante forme diverse, improntate a reciprocità più o meno effettiva e significativa, che, in ogni caso, è indicativa di una positiva linea di tendenza caratterizzante un cambio di epoca. In tali contesti elaborare e attuare un progetto pastorale o formativo, concepito solo al maschile o solo al femminile, quando non in competizione, si dimostra sempre più un’impresa votata all’insuccesso. Perché continua a perpetuare mentalità e comportamenti i cui limiti e aspetti criticabili sono sempre più messi a nudo e fatti oggetto di fondata critica, alla luce di vitali valori umani e cristiani. Il presente saggio continua a sviluppare un discorso di teologia pratica generale e fondante. Prima di tutto descrive la posizione degli uomini e delle donne nella società e nella chiesa attraverso quattro momenti successivi (descrittivo, valutativo, criteriologico, kairologico) da assumere unitariamente. Tramite tale discernimento profetico del presente e dell’esistente, individua l’attuale presenza dello Spirito del Risorto nelle giuste aspirazioni e attese, e nelle umanizzanti linee di tendenza in atto. Passa quindi a delimitare, tramite un discernimento profetico teso al futuro, una specie di progetto di massima. Si tratta di alcune mete generali di lunga durata. Non sono elaborate a tavolino e in astratto. Seguono, invece, la segnaletica divina individuata nella precedente analisi teologico-pratica della situazione. Da ultimo prospetta alcune scelte strategiche atte a raggiungere le mete indicate. Anch’esse si pongono nella direzione indicata dal discernimento profetico di ciò che oggi esiste e su cui è possibile contare, con fondata speranza di raggiungere gli sperati esiti di un’aggiornata cultura dell’umano, maggiormente degna degli uomini come delle donne.